domenica 27 novembre 2016

Napoli, il Napoli e ‘a cazzimma




Oggi vogliamo parlarvi del calcio, lo sport più amato dagli italiani e il più famoso nel mondo, e della cazzimma, passando, ovviamente per Napoli.

Napoli non ha un derby, Napoli è il Napoli. L’azzurro della maglia, il mito di Maradona, la rabbia verso Higuain e, naturalmente, ‘a cazzimma.

 Ma cosa è nel calcio ‘a cazzimma?

È la sana cattiveria agonistica, il dare tutto per raggiungere l’obiettivo della squadra: vincere e non avvantaggiare l’avversario.

È ‘a cazzimma che fa gioire i tifosi a prescindere dal risultato, perché un calciatore che tiene ‘a cazzimma ha la giusta grinta e la tanto amata maglia sudata come è giusto che sia.

È la palla che entra in rete con quel tocco magico che fa sussultare la curva e che solo i grandi campioni hanno.

Oltre che nel calcio, Napoli e ‘a cazzimma si incontrano in Napolitan Revenge, la app dove giocando a carte si può vivere ‘a cazzimma a carte scoperte. Gratis per IOS e Android.

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NAPLES, NAPOLI FOOTBALL CLUB AND ‘A CAZZIMMA

Today we would like to write about football the sport more loved by Italians, the most famous all around the world, passing through Naples, of course.

In Naples there is no derby; Naples means Napoli football Team. The sky blue shirt, the Maradona’s mith, the anger against Higuain and, obviously, ‘a cazzimma.

Speaking about football, what does ‘a cazzimma means?

It’s the healthy competitive nastiness, the attitude of doing everything possible to reach Team’s objective: to win and to make the others lose.

It’s ‘a cazzimma that make supporters happy regardless of the outcome, because a player who has ‘a cazzimma has the right determination and the shirt sweat as it deserves.

It’s the ball entering the net after the magic piece of skill that make supporters jump and only the great players have.


Beyond football, Napoli and ‘a cazzimma meets each others in Napolitan Revenge, the app where you can enjoy ‘a cazzimma a carte scoperte while playing card. Free for IOS and Androind.

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domenica 20 novembre 2016

Piccoli esempi di cazzimma



In un altro post del nostro blog abbiamo provato a spiegarvi cosa sia ‘a cazzimma. Oggi vogliamo approfondire il discorso con qualche esempio pratico di situazioni in cui emerge!

Da bambini si ha quando, mentre si gioca, non si permette agli altri bambini di toccare i nostri giocattoli.

In compagnia si ha quando, durante una conversazione, si tiene un amico sulle spine, non gli si rivela un segreto che facciamo apparire come essenziale per la comprensione di tutto il discorso.

Nel calcio, ce l’ha l’arbitro che chiama un fallo che avrebbe anche potuto non segnalare.

A scuola, ce l’ha il primo della classe che non si offre per essere interrogato mettendo in difficoltà tutta la classe.

All’università, il professore che in seduta d’esame ci fa la domanda più insidiosa che potesse pensare.

Sul lavoro il nostro capo pieno di urgenze il venerdì pomeriggio.

In Napolitan Revenge si può vivere quando si vuole, a carte scoperte, dando le carte al proprio avversario e sperando che peschi l’asso di bastoni.

Cosa state aspettando? Scaricate gratuitamente Napolitan Revenge, un po’ di cazzimma ogni tanto fa bene! ;)


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Small examples of cazzimma


In a previous post of our blog we tried to explain you what ‘a cazzimma means. Today we would like to go deeper into this topic using some practical examples in situations in which it comes out!

During childhood we have it when, while playing, we don’t let other children play with our toys.

With friends, we have it when, during a conversation, we keep others on their toes without telling them a secret that seems to be crucial for the comprehension of all the conversation.

During a football match a referee has it when he calls a fall that he might have not reported.

At school, the nerd who doesn’t offer himself for an interrogation, leaving all the class into troubles.
 
At University, the professor who, during an exam, asks the most difficult question ever.

At work, the boss and his emergency of Friday afternoon.

Playing Napolitan Revenge you can enjoy it while giving all cards to an other player hoping he get the Ace of clubs.

What are you waiting for? Download for free Napolitan Revenge, a bit of cazzimma is even healthy! ;)

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venerdì 11 novembre 2016

‘O curniciello, il corno portafortuna



Napolitan Revenge porta un gioco di carte della tradizione napoletana sui nostri smartphone, fa vivere ‘a cazzima a carte scoperte e Il suo creatore, Gaetano Cangiano, è napoletano di origini e milanese per necessità.

Come potevano non parlavi un po’ di Napoli? Per iniziare vogliamo raccontarvi qualcosa su uno dei simboli: ‘o curniciello, il corno portafortuna.

Il rapporto tra i napoletani e la superstizione lo racconta bene una frase del grande Eduardo de Filippo: Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male e ce lo dimostra il fatto che l’oggetto scaramantico per eccellenza sia di origini napoletane!

La convinzione che ‘o curniciello porti fortuna risale all’epoca preistorica, quando l’uomo primitivo associava la potenza fisica degli animali alla grandezza delle loro corna.

Le corna erano ritenute sia emblema di potere sia di appartenenza e discendenza divina e per secoli, famosi condottieri (tra essi Alessandro Magno) si fecero raffigurare con questi ornamenti in testa.

La gente comune, ammaliata da tali guerrieri investiti di potenza pseudo-divina, iniziò a costruirsi piccoli amuleti a forma di corna o di unico corno, fabbricandoli con materiali poveri quali il legno o la terracotta.

Con il trascorrere dei secoli divennero piccoli feticci del buon augurio e proprio In Italia comparve il primo cornetto rosso.
Nel Medioevo questi talismani si diffusero in tutta Europa e i gioiellieri napoletani erano celebri per la creazione di collane e braccialetti ornati da innumerevoli cornetti del buon augurio.

Per essere efficace deve essere Tuosto, stuorto e cu ‘a ponta (rigido, sinuoso e a punta),  rosso, fatto a mano e regalato.

Rosso perché sin dal Medioevo questo colore indica la vittoria sul nemico, fatto a mano perché l’artigiano deve trasferirci le proprie influenza positive.

Scarica gratuitamente Napolitan Revenge e porta un po’ di Napoli sul tuo smartphone.



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‘O corniciello, the lucky horn

Napolitan Revenge brings a traditional Neapolitan card game on our smartphone, makes us enjoy ‘a cazzimma a carte scoperte and its developer, Gaetano Cangiano, is from Naples.

How couldn’t we write a little bit about Naples? To start we would like to tell you something about one of its symbols, ‘o curnicello, the lucky horn.

The relationship between Neapolitans and superstition is well explained by a statement of Eduardo de Filippo: Being superstitious is ignorant, but not being brings bad luck and it’s demonstrated by the fact that the most popular good luck charm is from Naples!

The superstition about ‘o curniciello comes from prehistory when it was common to thing that animals’ force was related to their horns.

Horns were considered both symbol of power both of belonging and divine descent and for centuries famous warriors (as Alessandro Magno) used pose wearing them.

Common people, impressed by those warriors who were supposed to have divine powers, started producing lucky charm shaped as one or two horns using poor raw materials as wood or terracotta.

Years by years they became popular lucky charms and of course in Italy appears the first red lucky horn.
During the Middle Ages those amulets became popular all over Europe and Neapolitan jewelers were famous for the production of necklaces and bracelets decorated with many lucky horns.

To be effective it should be hard, sinuous, pointy, red, hand-made and a gift.
Red because from Middle Ages this color has been the symbol of a victory over enemies, hand-made because the artisan could transfer its positive energy on it.

Download Napolitan Revenge for free and brings something from Naples on your Smartphone.


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domenica 6 novembre 2016

Come sono fatte le carte napoletane





Napolitan Revenge è nata per portare l’atmosfera di un gioco di carte della tradizione napoletana sul proprio smartphone: come farlo se non utilizzando le vere carte da gioco napoletane?

A noi piace fare le cose per bene, così abbiamo coinvolto i nostri partner di Muoio Carte da Gioco e grazie a loro, scaricando gratuitamente la nostra app potrai vivere ‘a cazzimma a carte scoperte proprio come vuole la tradizione.

Per continuare con voi il nostro viaggio nel mondo delle carte da gioco napoletane, ci siamo chiesti: che cosa le contraddistingue dalle altre? Quali sono i loro tratti distintivi?

Eccoci con qualche risposta!

Come tutti sanno, le carte napoletane non sono utilizzate solo a Napoli, ma in numerose zone del centro-sud.
Il mazzo di carte ha 4 semi e 40 carte, suddivise in dieci carte per ogni seme.

I semi utilizzati sono quelli spagnoli, che caratterizzano tutti gli altri stili regionali centro-meridionali (carte siciliane, sarde, piacentine e romagnole). 

I semi sono dunque le coppe, i bastoni, i denari e le spade. Ogni seme ha dieci carte: le prime sette con i semi nello stesso numero della carta (ad esempio quattro spade per la carta numero 4 del seme delle spade) e le ultime tre con figura (fante, cavaliere e re). Il fante è l'otto, il cavaliere (detto comunemente cavallo) è il nove e il re è il dieci. Le carte non hanno indici, cioè non hanno un numero che ne indichi il valore.

Non tutti forse sanno che la prima testimonianza scritta che le descrive, risale al 1577, quando il vicereame impose una tassa di un carlino per ogni paio di carte da gioco.

Si stima che venissero prodotte 58.000 carte da gioco nel Regno di Napoli e che di queste 42.000 fossero vendute nella sola Napoli.

Le carte erano la voce del popolo perché costavano poche e tutti potevano produrle.

Osservandole un po’ si nota che, le caratteristiche grafiche che le contraddistinguono sono:

  • Immagini non particolarmente elaborate, meno ricche di dettagli dello stile piacentino.
  • Figure intere per il fante, il cavallo ed il re.
  • Abiti ottocenteschi, che ci parlano dell'epoca in cui il mazzo ha assunto le caratteristiche che ancora mantiene.
  • Asso di denari nella forma di aquila a due teste.
  • Seme di denari interamente giallo, le carte piacentine che hanno un disco centrale rosso.
  • Bastoni rappresentati come mazze di legno con una striscia di foglie, negli stili del nord Italia sono aste di metallo ricche di decorazioni.
  • Il fante ha fattezze femminili, è, infatti, detto comunemente “la donna”.

Ora che sai riconoscerle, sei pronto ad usare per vivere a pieno ‘a cazzimma a carte scoperte? 

Scarica gratuitamente Napolitan Revenge sul tuo cellulare:

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How does neapolitan cards look like?



Napolitan Revenge has been developed with the objective to bring a traditional card game on your smartphone: how was it possible to do that unless using real Neapolitan playing cards?

We like doing thing in the proper way, so that we involved our partner from Muoio Carte da Gioco and with their help, with a free download of our app you could like ‘a cazzimma a carte scoperte as tradition asks.

To continue our journey in the world of playing cards, we ask our selves: what does make it different from others? Which are their hallmarks?

Here some answers!

As everybody knows, Neapolitan cards are used not only in Naples but in many areas of central and southern Italy.
The bunch has 4 suits and 40 cards divided into 10 cards for each suits.

Used suits are the Spanish ones and they characterize every central and southern regional playing cards (Sicilian, Sardinian, Piacentine and Romagnole ones).

Suits are: swords, cups, coins and clubs. Each suit has 10 cards: the first seven are the same numbers as in the cards (for example fours swords for the cards number four of the sword’s suite) and the last three are face cards (knave, knight, king). Knave is the number eight, Knight the number nine and King the number ten. Face cards do not have numbers representing their value.

Perhaps, not everybody knows that the first written testimony describing Neapolitan cards goes up to 1577, when the government was asking a tax for each pair of playing cards.

It is supposed that in the Kingdom of Naples were produced 58.000 playing cards among which 42.000 were sold in Naples.

Playing cards where the voice of the people, because they were cheap and because everybody could produce them.

A deep look on their graphic show that their hallmarks are:

·      Not too detailed images, less details than in Piacenza cards.
·      Whole figures for Knave, Knot and King.
·      Nineteenth-century clothing, representing the era in which they were standardized.
·      Ace of clubs in the shape of an eagle with two heads.
·      All-yellow suit of clubs, differently from Piacenza cards which has a central red disc.
·      Clubs represented as wooden clubs with a strip of leaves, in the northern Italian styles they are are metal rods rich of decorations
·      Knave has feminine characteristics, in fact it is called the “women”.

Now that you can recognize them, are you ready to use them to enjoy ‘a cazzimma a carte scoperte? Download for free Napolitan Revenge on your smartphone:


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venerdì 28 ottobre 2016

Carte da gioco, antica tradizione anche cinematografica




Le carte da gioco hanno origini antichissime che risalgono all’invenzione della carta in Cina. Approfondiremo questo aspetto in altri post del blog, vi conviene seguirci ;)!

Oggi vogliamo parlarvi delle carte nel cinema e in particolare in una pellicola del 1954, diretta dal grande Vittorio de Sica.

Sul nostro blog approfondiremo spesso il loro utilizzo e la loro storia perché vogliamo conoscerle bene visto che, in fondo, sono il cuore di Napolitan Revenge, la nostra app, completamente gratuita, in cui diventano le armi per vivere ‘a cazzimma a carte scoperte. Continuate a leggere il post, ricordatevi poi di scaricarla sul vostro smartphone, sia che abbiate un Android sia che abbiate un Apple.

Le carte da gioco compaiono in molti film. A volte sono le protagoniste, a volte hanno una scena dedicata, in ogni caso simboleggiano un momento di aggregazione legato all’azzardo o a conviviali riunioni famigliari.

De Sica le utilizza ne L’oro di Napoli un film ambientato in gran parte nel Rione Sanità, imbevuto, all’epoca , di ogni fattore garante di vera napolitanetà.

Diviso in sei episodi, vanta un cast d’eccezione, Totò, Sofia Loren, De Sica stesso, e si ispira  ad una raccolta di racconti di Giuseppe Marotta (scrittore, paroliere e drammaturgo napoletano) per offrirci una radiografia limpida seppur variopinta, rigogliosa, seppur nostalgica, inimitabile, seppur dilaniata del “ventre” di Napoli.

Le carte sono le protagoniste dell’episodio i giocatori, in cui De Sica stesso interpreta un conte posseduto dal demone del gioco che sfoga il suo desiderio di giocare sfidando in una scoppiettante partita a scopa un bambino, figlio del portiere del palazzo di cui è proprietario.

Il conte si reputa un giocatore provetto ma sia la moglie che il governante conoscono sia il proprio pollo che le sue millanterie, negandogli quindi ogni fonte di posta da giocare.

Alla luce fresca di un solaio il conte, ritualmente, perde occhiali, cappotto, palazzo e tenuta di Sparanise. 

Pierino Bilancioni è l’attore che interpreta magistralmente il bambino.  Questa per lui è stata l’unica apparizione cinematografica, rifiutato all’ultimo momento per interpretare Marcellino Pane e Vino, ha in età adulto aperto una delle gelaterie di maggior successo di Posillipo.

SCARICA LA APP:

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Playing Cards, ancient tradition, even in movies.


Playing cards has really old origins, going back to paper invention in China. We will go deeper this topic later on our blog, stay tuned ;)!

Today we would like to write about films where playing cards appear, in particular about a movie of 1954 directed by the great Vittorio de Sica.

On our blog we will often write about their history and usage because we want to know everything about them, that are the heart of Napolitan Revenge, our free app, where they are the way to enjoy ‘a cazzimma a carte scoperte.  Let’s go on reading this post, and then remember to download it either for Android and Apple.

Playing cards appear on several films. Sometime they are the protagonist, sometime they are on a single set, every time the symbolize aggregation, linked to bet or family moments.

De Sica uses them on L’oro di Napoli a film set in the Rione Sanità a neighborhood of Naples which was, a that time, the symbol of the authentic Neapolitan style.

Divided on six episodes, it has an extraordinary cast, Totò, Sofia Loren, and even De Sica it is inspired by a collection of novels written by Giuseppe Marotta (Neapolitan writer, lyricist and playwright) in order to make us enjoy a vivid albeit colorful, lush, albeit nostalgic, unique, albeit torn description of the heart of Naples.

Playing cards are the protagonist of the episode I giocatori where De Sica himself plays the role of a count with gambling addiction, who challenges in a game of cards the son of the palace he owns.

The count pretends to be a good player but his wife and his au pair know who he is and deny him money to bet.

On a sunny loft he looses everything: his glasses, his coat, the palace and a property.

Pierino Bilancioni is the actor playing the guy in a magnificent way. This has been his only performance as an actor. After having been refused for the role of Marcellino Pane e Vino he opened one of the most famous ice cream parlor in Posillipo.


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venerdì 21 ottobre 2016

Che cosa è questa cazzimma?




Cazzimma è un neologismo di origine napoletana, intraducibile in qualsiasi altra lingua, italiano compreso, con tante sfumature di significato.

A un ipotetico milanese che gli chiede cosa sia, Alessandro Siani risponde:
“Milanè vuò verament capì che rè ‘a cazzimma? Nun tò dic! Chest è ‘ “a cazzimma’”.

Noi vogliamo provare a spiegarvelo e per farlo, siamo partiti dall’Accademia della Crusca, che scrive:

“Cazzimma è un’espressione napoletana, diffusa soprattutto nel lessico giovanile campano e utilizzata, secondo il Dizionario storico dei gerghi italiani di Ernesto Ferrero, per indicare un insieme e un intreccio di atteggiamenti negativi: "autorità, malvagità, avarizia, pignoleria, grettezza". Una tale definizione è certamente troppo generica, tuttavia il dizionario di Ferrero ha il merito di fornire una rara testimonianza lessicografica della voce cazzimma che, invece, non è registrata dai maggiori dizionari dialettali napoletani, i quali potrebbero averla tabuizzata perché sentita come volgare.”

Pino Daniele, in una delle sue canzoni più famose, A me me piace ’o blues canta:
“tengo a cazzimma e faccio tutto quello che mi va”.  

Per poi spiegare, come si legge nel libro edito da Pironti, P. Daniele, Storie e poesie di un mascalzone latino:
“Cazzimma è un neologismo dialettale molto in voga negli ultimi tempi. Designa la furbizia accentuata, la pratica costante di attingere acqua per il proprio mulino, in qualunque momento e situazione, magari anche sfruttando i propri amici più intimi, i propri parenti [...]. È l’attitudine a cercare e trovare, d’istinto, sempre e comunque, il proprio tornaconto, dai grandi affari o business fino alle schermaglie meschine per chi deve pagare il pranzo o il caffè” [...].  in una società come la nostra, dove certe volte il diritto diventa un optional e anche se non sai fare niente, puoi andare avanti con la cazzimma”.

Sta di fatto che cazzimma è un termine molto diffuso nel dialetto napoletano, anche nei suoi derivati come cazzimmeria e cazzimmuso, così evocativo e particolare da essere utilizzato anche in campo artistico e letterario che ha una valenza negativa e talvolta un’accezione positiva. Indica un atteggiamento opportunistico e prevaricatorio, la furbizia cattiva che porta a cercare il proprio tornaconto anche a scapito degli altri ma talvolta anche la furbizia un po’ maliziosa, che porta a dare una piccola fregatura per fare un raggiro di poco conto.

Questo è il significato che assume in Napolitan Revenge, dove diventa a carte scoperte perché si consuma sul tavolo da gioco, e che tutti possono provando sfidando i propri amici e facendo di tutto perché sia loro ad avere in mano l’asso di bastoni

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What is this cazzimma?


Cazzima is a neologism from Naples, untranslatable in other languages, even in Italian, with many shades of meaning.

To a theoretical person from Milan asking his what it is, Alessandro Siani, an Italian actor, has answered:
 “Milanè vuò verament capì che rè ‘a cazzimma? N un tò dic! Chest è ‘ “a cazzimma’”.
(“Do you really want to understand what cazzimma is?” “I will never tell you what cazzimma is! This is cazzimma”).

We are trying to explain you and to do that, we have read what Accademia della Crusca writes:
“Cazzima is a Neapolitan saying, expecially spread among young people from Campania and used, according to the Dizionario storico dei gerghi italiani di Ernesto Ferrero, to speak about a set of negative behavior such as: “authorities, wickedness, covetousness, pedantry, meanness”. This explanation is too general, although the Ferrero’s dictionary has the credit for having made a rare testament of the word cazzima that, on the contrary, is not present in the majority of dictionary about Neapolitan slang perhaps because they consider it to be too vulgar.

Pino Daniele, a famous Italian singer, in one of his song A me me piace ’o blues was singing:
“tengo a cazzimma e faccio tutto quello che mi va”. 
(I have the cazzima so I am doing whatever I want”.)

To later explain, as written in the book publish by Pironti , P. Daniele, Storie e poesie di un mascalzone latino, that:
“Cazzimma is a new popular slang. It expresses craftiness, the behavior of doing every time things for personal convenience even taking advantage from parents and friends [...]. It is the attitude of seeking only personal advantage during big business and ordinary circumstances such for example the payment of a lunch or a coffee[...]. In a society like ours, where sometime rights are optional, even if you are able to do nothing you can emerge thanks to your cazzimma.”

The fact is that cazzimma is a popular word in the Neapolitan slang, also in derivate as cazzimmeria and cazzimmuso, so evocative and particular to be used in the artistic and literary fields. It has a negative worth but sometimes a positive meaning. It express an opportunistic attitude, a bad craftiness that make people look only for personal advantages and take advantage of others, but also a naughty craftiness that brings to a small, at least innocent, scam.

This is the meaning it has in Napolitan Revenge, where it is a carte scoperte because it is made on the playing table and where everybody can experience it against friends doing everything to make them receive the ace of clubs.

DOWNLOAD THE APP:

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sabato 15 ottobre 2016

Ci siamo! Napolitan Revenge è online




E’ online la nuova versione di Napolitan Revenge la app che porta Vendetta  sui nostri smartphone, sviluppata da Gaetano Cangiano e dai suoi collaboratori.
Una grafica semplice e facilmente personalizzabile unita alla possibilità di giocare contro i propri amici di Facebook o una partita veloce da soli, per staccare dallo stress della vita di tutti i giorni e immergersi nell’atmosfera scaccia pensieri della cazzimma a carte scoperte.

Gaetano Cangiano, un informatico napoletano di origine e milanese di adozione, dopo anni di sviluppo e implementazione è oggi fiero di lanciare sul mercato questo prodotto che, pensato senza fini commerciali e nel pieno rispetto della privacy dei giocatori, ha come unico scopo quello di creare una comunità di persone che si conoscono e diventano amiche giocando a un gioco di carte della tradizione napoletana.

Con un semplice Facebook Login si entra nel mondo di Napolitan Revenge, si può scegliere da quattro diversi tavoli da gioco, quattro lingue e diverse voci del croupier e iniziare a giocare.

Il gioco utilizza rigorosamente le carte da gioco napoletane, prevede un minimo di tre e un massimo di otto partecipanti e ha come obiettivo quello di non ricevere per due volte consecutive l’asso di bastoni. Ogni giocatore riceve a turno una carta scoperta. Si gioca in senso orario. Quando un giocatore pesca una “carta speciale” (asso, due o tre) ha facoltà di scegliere, entro cinque secondi, a chi assegnare delle carte in più. Scaduto il tempo sarà l’applicazione stessa ad assegnarle casualmente. Chi riceve l’asso di bastoni perde una vita, chi lo riceve due volte esce dal gioco, vince l’ultimo giocatore rimasto in vita.
Queste le semplici regole di Napolitan Revenge che mette in comunicazione giocatori di tutto il mondo facendogli vivere l’atmosfera napoletana della tradizione e provare ‘a cazzimma a carte scoperte.

SCARICA LA APP:

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Here we are! Napolitan Revenge is online


It’s online the new version of Napolitan Revenge the app tha brings Vednetta on our smartphone. Developed by Gaetano Cangiano and its Team.

Simple and easily customizable graphics together with the possibility to play against our Facebook friends or a quick game alone, to disconnect from everyday stress and loosing ourselves in the think of nothing atmosphere of ‘a cazzimma a carte scoperte.

Gaetano Cangiano, a computer science consultant Neapolitan by origin and Milanese by adoption, after
years of development and implementation is proud to launch this product that is developed without commercial purpose and respecting players’ privacy and that has as only objective the creation of a community of people that meet and become friends while playing a card game coming from Neapolitan tradition.

With an easy Facebook Login we can enter Napolitan Revenge’s world, choose among four game tables, four languages and different croupier voices and start playing.

The game uses rigorously the real Neapolitan cards, it requires a minimum of three and a maximum of eight players and its objective is not to receive twice the ace of clubs. Each player receives one card discovered during his turn. The cards are delivered clockwise. When a player draws a special card may choose, within five seconds, who to give extra cards. When a player receives the ace of clubs loses a token. When a player loses two tokens, the game is closed for that player. The player who remains alive at the end of the game wins the game.

These are the simple rules of Napolitan Revenge that put in communication players from all around the world and make them enjoy the traditional Neapolitan atmosphere and experience ‘a cazzimma a carte scoperte.

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