mercoledì 18 gennaio 2017

La gestualità dei Napoletani



Il linguaggio del nostro popolo è doppio, con le parole, e co’ gesti. Questo secondo è pieno di grazie, e filosofia insieme. <<È sorprendente il vedere due persone, le quali in distanza, e fra il chiasso delle più popolate strade di Napoli si parlano fra di loro, e si comprendono bene>>. Così scriveva nel 1819 Andrea de Jorio (Procida 1769 – Napoli 1851), l’archeologo napoletano che si era proposto di dimostrare la persistenza della gestualità greca in quella dei moderni abitanti di Napoli (cfr. La mimica degli antichi investigata nel gestire napoletano, 1832, rist. anast. 1979.

Ancor prima nel 1816, i turisti provenienti dalla Gran Bretagna e dalla Germania che venivano a Napoli erano affascinati dai costumi dei napoletani, che cominciarono ad essere descritti profusamente nel sempre crescente numero di stampe che venivano pubblicate, specialmente a beneficio dei visitatori stranieri. Una di queste stampe del 1825, di Saverio della Gatta, fu intitolata “Muti parlanti napoletani”.

La mimica facciale dei napoletani è unica, basta pensare alla mimica della maschera di Pulcinella, a quella di Totò, Eduardo, Viviani ed a quella del compianto Troisi.

Il popolo napoletano è comunicatore; la comunicazione non verbale serve ad enfatizzare quella verbale quando il napoletano può esprimere la sua teatralità.


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The gesture of Neapolitans

The language of our people is double, with the words, and with gestures. The second is full of grace, and philosophy together. <<It is surprising to see two people, which in the distance, and from the uproar of the most populated streets of Naples are spoken between them, and them understand very well>>.  Wrote in 1819 Andrea de Jorio (1769 Procida - Naples 1851), the Neapolitan archaeologist who set out to demonstrate the persistence of the Greek gesture in that of the modern inhabitants of Naples (cfr. The expressions of the ancient investigated in managing Neapolitan, 1832 , repr. anast. 1979.

Even earlier in 1816, tourists from Britain and Germany who came to Naples were fascinated by the Neapolitan customs, which began to be described profusely in the increasing number of prints that were published, especially for the benefit of foreign visitors. One of these prints in 1825, Saverio della Gatta, was entitled "Muti Neapolitan speakers."

The facial expressions of the Neapolitan is unique, just think of the expressions of the mask of Pulcinella, that of Totò, Eduardo, Viviani and to that of the late Troisi.

The people of Naples has communicator; non-verbal communication serves to emphasize the verbal when the Neapolitan can express their theatricality.

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